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venerdì 11 settembre

Mia Tat Gipsy

jazz manouche · cucina dalle 19.30 · palco alle 21.30

Django Reinhardt nel cuore e nelle dita, e gli anni d’oro dello swing a tracciare la rotta. I Mia Tat Gipsy sono un gruppo bresciano che riporta in piazza le sonorità acustiche della Parigi degli anni Trenta: ballate, tempi popolari e classici gitani, con un tiro nervoso e romantico insieme.

  • I quattro musicisti seduti sui gradini di un edificio, uno con la chitarra manouche in mano
    Il quartetto: due chitarre, contrabbasso e fisarmonica.
  • Il gruppo che suona su un palco all'aperto, di sera, con le luci colorate
    Sul palco d’estate: è così che li vedrete in piazza.
  • Il quartetto durante un concerto, in bianco e nero: chitarra, contrabbasso e fisarmonica
    Strumenti acustici e nessun trucco: chitarra, contrabbasso, fisarmonica.

Chi sono

Nascono come tributo a Django Reinhardt e al suo Hot Club de France, il gruppo che negli anni Trenta inventò un modo europeo di suonare il jazz: due chitarre che tengono il ritmo a colpi secchi, il contrabbasso a segnare il passo, la fisarmonica che canta sopra. Niente amplificazione da stadio: sono strumenti acustici, e si sente.

Si definiscono un quartetto variabile, perché la formazione cambia con la serata: in piazza a Folzano suonano Silvano Guarneri e Tommaso Arcuni alle chitarre, Gabriele Picchioni al contrabbasso e Giacomo Cattalini alla fisarmonica.

In repertorio hanno i classici del jazz manouche e gli standard swing americani, ma anche pezzi propri — come Praterie, firmato da Silvano Guarneri. A Brescia li hanno visti alla Festa della Musica in piazza Tito Speri e in piazzetta Sant’Alessandro, nel foyer del Cinema Moretto e alla Darsena; gravitano attorno al Jazz Team Brescia.

Il nostro gruppo nasce come tributo alla musica di Django Reinhardt ed al suo Hot Club de France, e vuole riproporre così le sonorità vive ed acustiche della Parigi degli anni ’30.

Mia Tat Gipsy, dalla loro presentazione

Perché li abbiamo scelti

Per le orecchie più esigenti — e per tutte le altre

I Mia Tat Gipsy li abbiamo scelti perché il jazz manouche non perdona. Non c’è una batteria che copra i buchi né un impianto che gonfi il suono: il tempo lo tengono due chitarre a colpi secchi, l’armonia la regge il contrabbasso da solo, e la melodia corre scoperta sopra a tutto. Se qualcuno sbaglia, si sente. Loro non sbagliano, e chi ha orecchio se ne accorge dal primo pezzo.

Ma non è musica per specialisti. Sono melodie che si riconoscono anche senza saperne il nome, e un ritmo che fa battere il piede sotto il tavolo mentre si finisce di cenare. Chi vuole ascoltare davvero trova pane per i suoi denti; chi è venuto per stare in compagnia si ritrova una bella serata addosso senza doverci pensare.

Dove ascoltarli online

Il modo migliore per capire se fa per te è sentirli. Sui loro canali ci sono i video dal vivo.

Il programma della giornata

  1. 19.30 Apertura dello stand gastronomico all’oratorio
  2. 21.30 Concerto: Mia Tat Gipsyjazz manouche sul palco

Aperti in questa giornata

  • Cucina, dalle 19.30 alle 22.30
  • Bar e chiringuito, dalle 19 fino a mezz’ora dopo il concerto
  • Gonfiabili, 5 € a bambino per tutta la sera

Il jazz manouche in piazza

I gonfiabili erano già pronti quando il sole è calato, e alla cassa si è presto formata la fila. Poi il buio, le luci del palco, e i Mia Tat Gipsy: due chitarre, un contrabbasso e una fisarmonica, il jazz manouche di Django Reinhardt in piazza Don Franco Bettinsoli. Intorno, la serata continuava come sempre — la cucina, il bar, le famiglie con i bambini sui gonfiabili.

L’intervista ai Mia Tat Gipsy, girata in piazza dopo il concerto — guardalo su YouTube